Proseguono le vendite a Wall Street

Sono proseguite anche ieri le vendite a Wall Street dove sui listini hanno pesato i deludenti dati giunti dal settore immobiliare. Inizialmente galvanizzati dalle indicazioni arrivate dal mercato del lavoro, che ha visto le nuove richieste di sussidi alla disoccupazione scendere a 530.000 unità nell'ultima settimana, in misura superiore al consenus (550.000 unità), gli indici sono stati poi penalizzati da quelle relative alle vendite di case esistenti, scese nel mese di agosto del 2,7% a 5,1 milioni di unità, oltre le previsioni degli analisti che si attendevano un calo meno marcato, a 5,35 milioni. Ad incidere negativamente sull'umore degli investitori è stato anche l'annuncio della parziale uscita da parte della Federal Reserve da due programmi di sostegno all'economia (i programmi TAF e TSLF sono stati ridotti da 75 a 25 miliardi di dollari), mosse che si inquadrano all'interno della cosiddetta 'exit strategy'.
Gli indici hanno così preso la strada del ribasso, chiudendo la seduta a ridosso dei minimi: il Dow Jones ha limitato i danni, cedendo lo 0,42%. Peggio hanno fatto l'S&P 500, in calo dello 0,95%, e il Nasdaq Composite, che ha lasciato sul terreno l'1,12%.
Pessima performance per Alcoa (-4,46%), sulla scia della debolezza dei prezzi delle materie prime. Male anche Bank of America (-2,97%) e DuPont (-2,60%) così come General Electric (-2,47%) e Caterpillar (-2,43%). In discesa Boeing (-1,11%), dopo le indiscrezioni del wall Street Journal che vorrebbero il gruppo intenzionato all'ingresso nel nel settore del trasporto commerciale di astronauti e turisti nell'orbita terrestre.
In controtendenza McDonald's (+1,04%) e Procter&Gamble (+1,03%) ma hanno resistito alle vendite tra gli altri anche Verizon (+0,90%) e Microsoft (+0,89%).
Tra i titoli tecnologici in netto calo Advanced Micro Devices, che ha lasciato sul terreno quasi 6 punti percentuali. Male anche Palm (-4,72%) e Electronic Arts (-2,72%) dopo che Microsoft ha smentito le voci di un possibile interessamento alla società.
Vendite su Apple nonostante l'ottimismo di Piper Jaffray, che ha rivisto al rialzo il prezzo obiettivo sul titolo, portandolo da 186 a 235 dollari.
Poco sotto la parità Google (-0,34%) dopo che Stifel Nicolaus ha deciso di portare il prezzo obiettivo sul titolo da 475 a 590 dollari, alla luce delle buone prospettive di crescita del gruppo. (MC)