Piazza Affari termina in netto ribasso

Il FTSE MIB ha perso l'1,23%, il FTSE Italia All-Share l'1,11%, il FTSE Italia Mid Cap lo 0,42% e il FTSE Italia STAR lo 0,47%.

Intesa San Paolo (-3,5%) ha perso decisamente terreno su indiscrezioni di stampa in base alle quali la vendita di una quota di maggioranza di Banca Fideuram a Exor ad alcuni fondi di private equity potrebbe sfumare a causa della eccessiva valutazione della controllata e soprattutto della difficolta' nel trovare i partner da affiancare alla holding di casa Agnelli.

Termina in territorio negativo anche Unicredit (-1%) che fino alla correzione finale aveva evidenziato una buona forma. Il mercato non considera piu' in modo cosi' negativo l'ipotesi di aumento di capitale. Inoltre l'a.d. Alessandro Profumo ha dichiarato che eventuali richieste di mezzi freschi alle fondazioni sarebbero garantite da ritorni sostenibili nel tempo. Secondo indiscrezioni le fondazioni azioniste di Piazza Cordusio sarebbero disponibili a partecipare all'aumento solo se l'anno prossimo verra' distribuito un dividendo in contanti.

In rosso STMicroelectronics (-3,2%) che ha annullato i guadagni realizzati martedi' scorso ed e’ sceso a testare i supporti a 6,45 euro circa. Il titolo rischia ora ulteriori approfondimenti in direzione di 6,28, ex resistenza alla cui violazione si creerebbero spazi di discesa verso 6,15 e 5,80.

Lettera su Campari (-3,1%) che ha rotto i primi supporti a 6,2650 euro ed e' scesa a testare le ex resistenze piazzate in area 6,10. Si tratta di livelli importanti in quanto l'eventuale ritorno al di sotto degli stessi negherebbe il segnale bullish inviato all'inizio della settimana scorsa ed esporrebbe il titolo al rischio di approfondimenti verso 5,70/75, minimi allineati di agosto e inizio settembre.

Debole Enel (-0,9%): un importante quotidiano ha scritto che antro breve potrebbe essere collocato un bond negli USA da 5 miliardi di dollari. In territorio negativo anche Eni (-1%) dopo che il fondo Knight Vinke ha deciso di tornare alla carica per ottenere la separazione degli asset di raffinazione e commercializzazione. Il titolo non ha approfittato delle dichiarazioni del direttore generale del consorzio per lo sfruttamento del giacimento Kashagan (di cui Eni fa parte) il quale ha confermato l'avvio della produzione di greggio nel 2012, affermando che entro fine anno la prima fase di sviluppo del sito sara' completata al 72%.

Telecom Italia (-0,5%) ha limitato i danni grazie al ritorno di speculazioni riguardanti il destino di Telco, la holding che controlla Telecom con una quota del 23,6%. Tra le ipotesi sul tavolo e' emersa quella dello scioglimento di Telco a primavera, con comunicazione entro fine ottobre, e la conseguente creazione di una "Telco 2" con Findim  al posto di Telefonica.

Rialzi consistenti per Cir (+2,6%) e Cofide (+2%), le holding di Carlo De Benedetti. Gli acquisti sui due titoli sono stati spinti da un report positivo di UBS che ha reiterato la raccomandazione di acquisto su entrambi e incrementato i target price.

Ottime performance anche per i titoli del settore del risparmio gestito Mediolanum (+2,2%) e soprattutto Banca Generali (+4,9%), che dovrebbero beneficiare del probabile allargamento dello scudo fiscale anche ai capitali provenienti da reati tributari e societari. Denaro anche su Mediobanca (+1,8%): giovedi' prossimo verranno resi disponibili azioni gratuite e warrant provenienti dall'aumento di capitale sociale deliberato dal cda del 18 Settembre scorso. Le azioni Mediobanca quoteranno ex assegnazione a partire da lunedi' prossimo.