Creval: Fiordi, finanzieremo la ripresa

Gli effetti della crisi hanno colpito un po' tutto il settore finanziario e molte banche ancora oggi si leccano le ferite, dopo avere archiviato trimestri di utili in calo e di svalutazioni su asset di varia natura. Gli osservatori economici nel frattempo setacciano i dati macroeconomici cercando di scorgere la luce fuori dal tunnel che in molti danno per certa nel 2010. Intanto il contesto anche normativo cambia. In questo difficile panorama c'è chi come il Credito Valtellinese trova la forza di proseguire nel proprio percorso di crescita e anzi anticipa in qualche caso i propri obiettivi. Ne parliamo con il direttore generale dell'istituto Miro Fiordi.

La crisi ha anche avuto degli effetti anche su di voi: gli utili del Creval nel primo semestre sono scesi del 14,55% portandosi a 42,5 milioni, tuttavia voi continuate a espandervi e da poco avete annunciato un'opas su Banca Cattolica. Come si inserisce questo progetto nel vostro percorso?
Noi ormai siamo presenti in 10 regioni, abbiamo raggiunto l'obiettivo delle 500 filiali con un anno e mezzo di anticipo sulle nostre previsioni. L'offerta su Banca Cattolica è coerente con il nostro profilo di banca retail o - come preferisco chiamarla - banca del territorio. Il nostro rapporto diretto e solido con i nostri clienti è, infatti, il nostro punto di forza. Noi eravamo già presenti a Roma città con 27 sportelli e in Ciociaria con 15 sportelli. Banca Cattolica arricchisce la nostra presenza nella provincia di Viterbo e consolida la nostra rete di agenzie che, se vogliamo essere una banca del territorio, deve essere a maglie fitte. D'altra parte lo strumento dell'opas che prevede che fino al 30% dell'offerta circa sia corrisposto in titoli è un invito diretto agli azionisti di Banca Cattolica a diventare ora azionisti del Creval. Siamo due banche popolari e già ci conoscevamo bene prima pensare a questa operazione, Banca Cattolica ha mostrato un certo interesse e il nostro track record di esperienze deponeva a nostro favore per un progetto affidabile.

Qualche effetto della crisi nella vostra relazione semestrale però si vede: crescono il margine d'interesse e i proventi operativi, però qualche agenzia di rating ha messo in luce il rischio di credito sul vostro lending book. I crediti in sofferenza poi sono aumentati del 25,47% e il vostro core tier 1 ratio è sceso dal 6,49% dello scorso dicembre al 6,05% di fine giugno, tanto che avete varato manovre di rafforzamento patrimoniale come i 200 milioni di Tremonti Bond prenotati e un'emissione obbligazionaria che potrebbe raggiungere gli 887 milioni di euro. Quali sono le vostre strategie in questo senso?
Beh effettivamente il costo del credit risk durante lo scorso semestre è cresciuto dallo 0,48% allo 0,60% però va considerato che noi abbiamo erogato un miliardo di euro di credito in più alle aziende e ai nostri clienti. Si parla di circa il 6% degli impieghi complessivi totali e questo non certo perché siamo avventati, ma perché conosciamo bene i nostri clienti e pensiamo in molti casi di poterli sostenere: il nostro è un rischio ben calcolato. Quanto alle manovre di rafforzamento patrimoniale con esse ci garantiamo 200 milioni di risorse fresche in più all'anno per i prossimi 4-5 anni. Oltretutto, se lei vede, quello del rafforzamento patrimoniale è l'orientamento generale. Le nuove regole probabilmente più restrittive in termini di patrimonio di vigilanza e di rapporto tra capitale primario e capitale ibrido porranno la questione del rafforzamento patrimoniale a tutte le banche nel giro dei prossimi 6-9 mesi.

Queste manovre peseranno sulla vostra redditività?
Queste operazioni derivano anche dalla volontà di evitare un effetto scalino troppo forte che avremmo avuto senza questo incremento di capitale modulare anno per anno a cui le accennavo prima. Avremo l'esigenza di finanziare la ripresa che già nel 2010 potrebbe affacciarsi sui mercati secondo quanto valutato da diversi osservatori di tutto il mondo.

Ci fornisce qualche target per il 2009?
Dovremmo confermare l'andamento del primo semestre, forse faremo qualcosa di meglio. In termini di utile netto diciamo che potremmo realizzare fra gli 83 e gli 85 milioni di euro circa. (GD)