Rcs brilla ancora, ma la bussola è il mercato pubblicitario
Giornata di ritracciamenti per Rcs dopo il rally di ieri. Le performance del titolo appaiono comunque sorprendenti, sebbene inquadrate in quella corsa al rialzo del mercato editoriale che si è vista nel corso delle ultime sedute. Sicuramente il titolo dell'editore del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport ha guadagnato qualcosa anche dalle voci non confermate di una prossima vendita dell'immobile di Via Solferino che ospita le due redazioni. Indiscrezioni di stampa parlano di una cessione per 400 milioni di euro che potrebbe sicuramente alleggerire la posizione di un gruppo che ha registrato nel primo semestre una perdita di 65,1 milioni di euro e che ha varato nei mesi scorsi un piano di taglio dei costi da 200 milioni di euro.
In termini di redditività l'apporto una tantum di una cessione (alla quale comunque si aggiungerebbero probabilmente gli oneri derivanti dall'affitto dei locali in cui si suppone Corriere e Gazzetta continueranno a operare) non sarebbe poi una svolta. Certo porterebbe importanti cespiti, ma non inciderebbe se non temporaneamente sul vero problema del gruppo che, prima ancora che nella redditività del gruppo (comunque bassa rispetto ai competitor), è nel calo dei ricavi sia pubblicitari (-28,6%) che diffusionali (-12,9%).
Nel comunicato sulla prima semestrale si legge che i costi operativi di Rcs sono scesi di 164 milioni di euro ossia hanno registrato una flessione del 14% dovuta in gran parte alle operazioni contabilizzate nella voce "consumi materie prime e servizi". Si tratta di ottimi risultati che non hanno evitato al gruppo di chiudere il semestre con un rosso preoccupante che ha ridotto il patrimonio netto a 1,141,7 milioni (compreso il patrimonio di terzi) quindi al di sotto del debito finanziario netto da 1,156,9 milioni di euro.
Leggiamo che il totale delle immobilizzazioni è valutato a bilancio a 395 milioni di euro o poco più, dubitando che Rcs venda proprio tutti i propri immobili e macchinari, sembra chiaro che la cifra di 400 milioni di euro per la storica sede di via Solferino comporterebbe una valorizzazione notevole delle attività in questione. Bisogna insomma continuare a monitorare l'andamento del mercato pubblicitario per avere una corretta visibilità su questo titolo. Secondo i più recenti dati Nielsen la continua contrazione del mercato pubblicitario si è ridotta a luglio, in altre parole le cose vanno ancora male, ma non come prima. Il mercato ha comunque registrato una flessione degli investimenti pubblicitari del 21,1% per i quotidiani a pagamento e del 24,6% per tutta la stampa (inclusi dunque i periodici). Il taglio dei costi rimane quindi importante, ma è l'andamento del mercato che farà realmente la differenza. (GD)
