Il difficile riposizionamento di Generali
Anno difficile per Generali. Il Leone di Trieste deve infatti difendersi non solo dalla crisi, ma anche da forti pressioni economiche e politiche che giungono da tutte le direzioni. Oltre a questo, ai due amministratori delegati Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot spetta il difficile compito di riposizionare il colosso assicurativo in un mutato scenario domestico ed internazionale.
Le ultime indiscrezioni riportate dalla stampa parlano di una lettera appena inviata da Trieste al cancelliere tedesco Angela Merkel sul caso Commerzbank. Nell'istituto tedesco Generali ha una quota storica del 5% che faceva da contrappeso a un accordo di distribuzione ora a rischio. Dopo l'intervento di Commerz per il salvataggio di Dresdner Bank e il successivo ingresso del Governo di Berlino con una quota del 25% nel capitale della stessa Commerz tutto lo scenario è mutato.
L'acquisizione di Dresdner da Allianz ha infatti avuto come corollario un accordo di distribuzione di Commerzbank con Allianz, primo concorrente di Generali. La fine della distribuzione dei prodotti italiani implicherebbe, però, per Generali anche la necessità di considerare non strategica la quota in Commerzbank e di doverla svalutare per oltre mezzo miliardo di euro. Da qui il bisogno di un contatto diretto con Berlino e di maggiori dettagli dalla Merkel.
Il riposizionamento di Generali sul mercato passa, però, anche per nuove alleanze, come quella stretta ieri dalla controllata Banca Generali con Black Rock, Caam, Morgan Stanley, Invesco e Vontobel per un sostanzioso rafforzamento nel settore del risparmio gestito. Ancora d'attualità rimane il caso di Intesa Sanpaolo. Generali ha appena pubblicato il testo dell'accordo con il Credit Agricole sul 10,8% circa del capitale della prima banca d'Italia, ma intanto deve attendere i risultati della procedura di inottemperanza aperta dall'Antitrust sul caso. Il quadro tracciato ai tempi della fusione fra Intesa e Sanpaolo è oggi profondamente mutato e gli scenari futuri appiano ancora imprevedibili. Nel frattempo la crisi danneggia l'intero comparto e Generali ne subisce gli effetti: una classifica stilata ieri da Borsa Italiana evidenzia che da inizio anno il Leone di Trieste ha perso in Borsa il 22,73% del proprio valore classificandosi come terzultimo titolo del Ftse Mib. (GD)
